A Sant’Olcese, il ricco sentiero botanico di Ciaè porta a un’attrezzatissima area picnic circondata dall’acqua. Senza contare il brivido (solo in potenza) della Tana del Drago

L'ansa del rio sotto il Rifugio Ciaè

Interno, giorno. Qui! sento strillare Riccardo che sta sfogliando il nuovo libro di Parodi. Andiamo qui, mi dice, mostrandomi l’immagine di una tonda cavità rocciosa a pelo d’acqua: la Tana del Drago.

Partenza dal posteggio di Ciaè

Detto, fatto. Il giorno dopo siamo sulla strada che collega Sant’Olcese a Ronco, nel parcheggio del sentiero botanico del rifugio Ciaè.

Dopo un breve tratto di asfaltata, imbocchiamo a sinistra la sterrata fiorita che ci porta a un tavolo con pannello.

Siamo all’inizio del sentiero botanico di Ciaè.

Il sentiero botanico di Ciaè

Do un’occhiata al pannello e scopro che il sentiero conta una cinquantina di tipi di piante! Alcune a me del tutto ignote: gattice, loppo, sanguinella, fusaggine, emero, sorbezzolo… e non è un refuso!

Scendiamo, costeggiando un frutteto, e ci tuffiamo nel bosco. Scalini di pietra, a tratti un po’ scoscesi, sono punteggiati di cartelli esplicativi.

A una curva, incontriamo un avanzo di antica teleferica, con manovella funzionante.

Il Rifugio Ciaè

Un quarto d’ora di discesa e arriviamo al Rifugio Ciaè, sulle rive del Rio di Ciaè.

Curiosità: il rifugio è stato recuperato dai volontari della Guardia antincendi di Sant’Olcese da alcuni ruderi dell’antico borgo di Ciaè, che un tempo vantava un mulino per la macinatura delle castagne.

È il Paradiso del picnic! Tavoli tondi di pietra, tavoli lunghi di legno, griglie, panche, panchine vista fiume… Mi sa che qui il weekend è un tantino trafficato…

In effetti è un posto ameno.

Il torrente circonda il gruppo di case con un’ansa suggestiva. Un bel ponte medievale ci permette di raggiungere la sponda opposta.

Curiosità: qui, un affioramento roccioso, caratterizzato da una piega, illustra in scala ridotta la genesi delle montagne.

La quercia centenaria

Proseguiamo sul sentiero verso sinistra e, giunti a un rudere, ci concediamo una deviazione.

Prendiamo il sentierino che porta a Crocetta d’Orero (segnale T rossa). Due minuti di salita e al bivio scendiamo a sinistra.

Qualche tornantino, e Riccardo è ai piedi di un tronco smisurato. Lo fotografo dall’alto.

All’ombra della quercia di 300 anni, perfino lui pare un nanetto da giardino!

Verso la Tana del Drago

Tornati giù al sentiero di Ciaè, proseguiamo mantenendo la destra. Scendiamo una scaletta di pietra e sfioriamo un maestoso rudere coperto di vegetazione.

Arriviamo così sul greto del Rio Pernecco (è sempre il Ciaè che cambia nome). Pochi passi verso destra e lo guadiamo risalendo sul versante opposto della valle.

Il sentiero, segnato con un bollo rosso e poi un quadrato bianco, sale nel bosco. Alla biforcazione (cartello per Sant’Olcese a sinistra, per Pedemonte a destra) teniamo la destra.

Siamo un po’ emozionati. La deviazione per la Tana del Drago è a due minuti!

La Tana del Drago

Ecco infatti il quadrato bianco con due pallini verdi (non proprio evidenti) che segnalano la traccia che porta giù, al greto del torrente.

Abbracciando stretti i radi alberi, scendiamo fino al lastrone attrezzato con “una precaria corda fissa” dove ci blocchiamo. Ehm, ora capiamo perché Parodi aveva indicato questo tratto “per EE, Escursionisti Esperti”…

Così, ci accontentiamo di intravedere dall’alto l’ingresso della tana

Sempre nel bosco

Meditando sui nostri limiti, torniamo indietro al bivio e prendiamo a sinistra verso Sant’Olcese.

La salita è tutta nel bosco. A metà percorso non ci lasciamo sfuggire un comodo tavolo con panche.

Incontriamo una coppia di habitué del posto, in giro col cane. Una volta nel torrente pescavamo i gamberetti e li cucinavamo: da trasparenti diventavano rossi, ci racconta lei con nostalgia.

Ho un brividino. Da quando ho visto il documentario “il mio amico in fondo al mare” vedo gli animali acquatici con altri occhi… (Non scherzo, dopo quel video non sono più riuscita a mangiare polpo!)

Ritorno al posteggio

Dopo la sosta, proseguiamo sul sentiero a mezza costa. Causa frana, un passaggio è attrezzato con catena, ma non è difficoltoso.

Sbuchiamo così dal nulla sull’asfaltata assolata (impossibile individuare lo sbocco del sentiero se non lo si conosce), che con ampie curve in leggera discesa ci riporterà al posteggio.

Ma sul libro di Parodi c’è una gita per EF, Escursionisti Falliti?

….

Passeggiata facile fino al rifugio; media in seguito; impegnativa la discesa alla tana; scarpe da trekking leggero

Durata (escluse soste): 1ora e mezza

Vai all’inizio passeggiata (google street view) al bivio di Ronco

Coordinate: 44.497601, 8.976123 google maps (44°29’51.4″N 8°58’34.0″E)

Cartina

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