L’antica strada da Spotorno a Noli è un facile percorso affacciato sul mare, che include una deviazione all’affascinante Castello di Monte Ursino. Autentico feudo medievale.

Noli - il maestoso Castello di Monte Ursino

il maestoso Castello di Monte Ursino

Partenza da Spotorno

Partiamo dalla strada che costeggia il parco di Casa al mare dell’Incoronata, ex Villa Ada (ai primi del ‘900 celebre sede di ricevimenti e concerti, vedi foto), al confine tra Spotorno e Noli. La villa è facilmente riconoscibile dal colore rosso e dallo stile “eclettico”, con tanto di torrette merlate.

Saliamo al quartiere Chiariventi. C’è in effetti, un’aria tersa e ventilata mentre, tenendoci sulla sinistra, percorriamo l’asfaltata che in dieci minuti ci porta a mezza costa sulla collina (civici 21b, 24).

Oltre le reti che delimitano gli orti sotto di noi, la vista si apre su Spotorno, il golfo e l’isola di Bergeggi.

Dopo una scaletta di pietra proseguiamo per un bel sentiero tra fasce di ulivi.

Ancora una salitina lastricata, e, quando arriviamo su una carrabile in piano, già scorgiamo nitida, in cima alla collina, la sagoma tenebrosa del Castello di Monte Ursino.

Superata una casetta decorata da una meridiana, attraversiamo l’asfaltata e, seguendo l’indicazione per Noli, c’infiliamo in un sentierino. Dopo pochi minuti, un cartello sulla destra indica la rampa al castello.

Castello di Monte Ursino

Cinque minuti di salita molto ripida (Luciana, in affanno, non si sorprende della presenza del cimitero, sulla sinistra…) e siamo al cospetto dell’imponente maschio circolare.

Aggiriamo il castello per guadagnare la porta d’accesso a ovest. Oggi, sabato, è giorno di visita!

Mentre il guardiano dal sapere enciclopedico ce ne racconta la storia (il primo impianto risale all’anno 1025; il castello apparteneva ai marchesi del Carretto, nome derivante dalla consuetudine di esibire su un carretto i trofei delle crociate e dei duelli…), noi attraversiamo l’uliveto seicentesco nato sull’ex piazza d’armi, sfioriamo le bocche da fuoco del ‘400, saliamo ai camminamenti tutto intorno alla torre ben conservata e ci godiamo il magnifico panorama.

Curiosità: la torre, costruita nel 1230 da maestranze sveve, 25 m di altezza per 9 di diametro e 3 piani (cisterna dell’acqua, armeria, amministrazione), fu un regalo del marchese del Carretto per il matrimonio (ovviamente strategico) di un suo figlio con una figlia naturale di Federico II. La torre ha attraversato indenne la battaglia tra Guelfi e Ghibelllini, le intemperie e persino il terremoto del 1887 che invece ha causato il crollo della torre Est.

Finita la visita, scopriamo che in un piccolo spazio è allestito un tiro con l’arco.

Figuriamoci se non ci proviamo tutti e quattro! con risultati che ci rinfacciamo a vicenda minacciando di utilizzare la pubblica gogna piazzata lì nei pressi…

Verso il Vescovado

Dopo, torniamo indietro di qualche passo e attraversiamo il cimitero per riprendere la mulattiera lastricata per Noli.

Sfioriamo così la cappelletta bianca della Madonna addolorata o “dello scoglio”, incastonata in una roccia a picco sul mare.

Poco dopo, individuiamo gli archi di mattoni affogati nei muri di pietra, indizio dell’antica dogana di cui ci ha parlato la guida al castello: per transitare in questa strada un tempo si pagava!

Procediamo in leggera discesa e attraversiamo l’archivolto del Vescovado.

Si tratta di un complesso di un bel giallo acceso (che comprende il Palazzo Vescovile del XV secolo e la chiesa di Nostra Signora delle Grazie del XVII, entrambi frutto di vari rimaneggiamenti) residenza di vescovi per più di 500 anni.

Ora c’è un albergo con ristorante stellato dall’ovvio nome “Vescovado”!

Dalla graziosa chiesetta è piacevole la vista su Noli e le sue torri; oltre, sullo sfondo, giace tranquillo il promontorio di Capo Noli (laggiù si nascondono l’eremo del Capitano e l’antro dei falsari!).

Discesa a Torre Papone

Dal sagrato, scendere all’antica Porta Papone di accesso alle mura è un attimo! Vanno bene entrambe le stradine che si dipartono dalla chiesetta: noi privilegiamo l’antichissima mulattiera alla nostra destra, in acciottolato originale.

Vicino alla porta, collegata alle mura da un arco di mattoni, troviamo Torre Papone del XIII secolo, con le sue eleganti monofore e bifore gotiche.

È una delle 6 torri superstiti delle 72 che adornavano il paese! Ed è rimasta originale sia fuori sia dentro (mai usata come abitazione, al contrario delle altre).

Il borgo di Noli

Girare per Noli, nei vicoli, sotto la loggia, lungo la passeggiata a mare, è un vero piacere. Pannelli descrittivi affissi ovunque svelano parecchie curiosità (vedi l’anello delle torture presso il Comune! raccapricciante…).

E negli slarghi e dal mare, se alziamo gli occhi, è uno spettacolo rivedere da lontano la superba torre del castello e le mura ornate da bastioni che scendono maestose lungo la collina.

….

Vai all’inizio passeggiata (google street view)

Coordinate: 44.2185123,8.4142826 (44°13’06.6″N 8°24’51.4″E)

Cartina

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Dove abbiamo pranzato a Noli

Ristorante Nazionale
Corso Italia, 37
Noli SV

Acciughe ripiene con radicchio brasato e salsa rossa
Cima con carciofini e maionese all’aglio di Vessalico
Insalata di mare con giardiniera di verdure
Carciofi alla piastra
Cappon magro per 4
4 caffè accompagnati da bugie
1 bottiglia di Pigato
Totale: 147 Euro

Buono, pesce fresco. Nuova gestione (a cura del Vescovado) della trattoria storica con evidenti migliorie. Location non eccezionale (veranda sull’Aurelia). Servizio sorridente.

Dove abbiamo pranzato (maggio 2019) a Spotorno

Burriddha Bar
Vico Caracciolo, 3
Spotorno

Tartare di tonno con insalata di spinacino km 0, pinoli e olive taggiasche
Acciughe marinate agli agrumi
Crema mascarpone, nutella e amaretti
2 bicchieri di Lumassina
2 caffè
Totale: 34 Euro

Tutto ottimo. Ingredienti freschissimi (il titolare possiede anche una pescheria nei pressi). Una delle migliori tartare di tonno della mia vita.
Locale microscopico. Tavolini all’aperto nel vicolo. Servizio “ligure”

Tappa a San Paragorio

Dopo pranzo ci aspetta un gioiello proto-romanico nella zona a ponente di Noli: la chiesa di San Paragorio. Di “severa compostezza” e grande atmosfera, rivela all’interno una cripta ancora più antica.

Ci colpiscono: i monumenti funebri sul lato Nord, il “Volto Santo”, simile al crocefisso ligneo di Lucca oggetto di grande venerazione, l’antico seggio vescovile (quello originale), l’attenta copia/restauro del tetto a capriate decorate con immagini di vescovi e angeli.

Curiosità: Il 21 giugno, per due volte, mattina (alle 10) e pomeriggio (alle 19), il sole, attraversando le feritoie a forma di croce inserite dal D’Andrade (che si occupò del ripristino dopo il terremoto del 1887), proietta all’interno una croce luminosa (sul crocefisso, con un gioco di ombre sul pavimento, e sul tabernacolo).

 

Suggestioni


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