Il nome Balcone sul Mare rende l’idea! Si tratta di un bell’anello panoramico su un selciato storico, tra antichi uliveti e una distesa di rosmarino. Con viste mare da Capo Noli a Capo Mele.

L'ampio panorama dal sentiero Balcone sul Mare

Sul selciato storico

Partiamo da Strada Vecchia (la stessa via di partenza del sentiero del Pellegrino), prendendo la mulattiera in salita presso una grande villa bianca.

Notiamo subito il bel selciato antico. Sono pietre posate a mano 900 anni fa, e ancora resistono nella loro sede originale!

Mentre saliamo, si apre la vista a ponente verso capo San Donato. Sotto di noi corre la lunga spiaggia di Varigotti, stretta tra file di palme e alti palazzi.

Gli uliveti del sentiero Balcone sul Mare

La salita ripida dura solo cinque minuti, poi si fa dolce.

Altri dieci minuti e s’intensificano gli ulivi. L’acciottolato antico tra le fasce di pietre a secco è un quadro di grande suggestione.

Curiosità: la coltivazione dell’olio a Varigotti fu introdotta dai Benedettini nel 1.100. La varietà era la Colombaia che produce un olio eccellente, ma dalla resa bassa rispetto ad altre cultivar tipo Taggiasca. Infatti è quasi completamente scomparsa in Liguria. Tranne qui! E a Balestrino!!

Superato un varco, seguiamo a sinistra la mulattiera terrosa (il selciato purtroppo è finito). Dopo un grottino con madonnina, prendiamo il primo sentiero che s’inerpica a destra.

La salita torna ripida per pochi minuti, ripagata dalla vista che conquistiamo una volta in cima, dove il sentiero si appiana.

Il balcone sul Mare

Piante di timo, santoreggia, lavanda, ma soprattutto un mare di rosmarino, tutto in fiore! Il silenzio è interrotto solo dal brusio delle api… che razza di Febbraio è questo?

La vista è superba: spazia da Punta Crena al porto di San Donato, il promontorio di Caprazoppa, Capo Mele, e oltre. Ci acceca il riflesso sul mare, anche se l’aria non è tersa come vorremmo.

Passiamo comunque un po’ di tempo brandendo telefonini a tentare impossibili panoramiche.

Poi, continuando in piano, rientriamo verso nord in una valletta. Nel punto più interno incontriamo il sentiero proveniente dalle Manie. Da qui scende un gruppo di giovani bikers scatenati, che quasi ci travolge all’incrocio.

Procediamo, sempre a mezza costa, verso sud.  Aggirata la collina, comincia presto la discesa. Splendida la vista su Punta Crena e Varigotti.

Guarda l’indiano! Riccardo ha individuato il profilo di un pellerossa in un pietrone, all’altezza di un traliccio d’antan. Figuriamoci se Angelo non si mette subito in posa per una foto di profilo come l’indiano!

Bella gara di nasi

Continuiamo la discesa, ma, prima di incamminarci per l’incrocio col sentiero del Pellegrino, siamo calamitati verso destra da un panettone che ha un’aria molto panoramica.

Punto panoramico del sentiero Balcone sul Mare

Non ci sbagliavamo. Ottimo punto per un’ultima vista completa della costa. Ora si vede bene anche Capo Noli, a Levante. Dal verde sbuca il tetto di San Lorenzo.

Due fidanzatini si baciano sull’orlo, presso un bel tronco contorto, stile bacio Perugina. Posto romantico. Se non ci fossimo noi…

C’è il santuario dei cetacei qui davantilegge Angelo sul pannello piantato in cima. Perché io non ne vedo mai uno?

Riprendiamo il cammino e c’immettiamo nel sentiero del Pellegrino che sale a sinistra (verso il Mausoleo dell’Australiano), mentre noi teniamo la destra in discesa.

Deviazione a San Lorenzo

Arrivati a una specie di panchina esagonale, non ci lasciamo sfuggire a sinistra la deviazione per San Lorenzo. La chiesa, un tempo monastero benedettino, si affaccia su un dirupo, con vista sulla baia dei Saraceni.

Proseguiamo verso Strada Vecchia, scendendo sul selciato antico, con uno sguardo alla borgata Costa (in controluce maschere nere dagli occhi luminosi). Tra poco saremo lì!

La borgata Costa

Infatti, arrivati a Strada Vecchia, giriamo a sinistra sull’asfaltata e, dopo pochi metri, prendiamo il sentiero che sale sul promontorio di Punta Crena.

Sfioriamo i ruderi di Costa sommersi dalla vegetazione. Fu abbandonata a seguito del terremoto del 1887, che la rase al suolo.

Curiosità: il terremoto del 23 febbraio 1887 è il sisma più disastroso mai avvenuto in Liguria. 500 vittime a Diano Marina di cui non rimase una sola casa intatta, a Bajardo 218 morti, a Bussana 53 morti e il paese abbandonato (negli anni ’60 diventerà un villaggio autogestito da artisti). Molti altri paesi ebbero danni e vittime.

Punta Crena

Ancora dieci minuti di salita nel bosco e arriviamo alla torre di Punta Crena.

Curiosità: l’attuale torre di avvistamento del ‘500 fu costruita a difesa della costa contro le incursioni di pirati turchi e saraceni. Si erge dove un tempo sorgeva un castrum bizantino.

Si respira il mare dalla terrazza, che regala un panorama a 360 gradi. Incontriamo una simpatica coppia: lui si piazza a meditare sul ciglio, mentre lei tranquilla scatta foto!

Torniamo indietro al bivio con cartello (con scritta “liberi di sognare”!) e scendiamo nel sentiero a sinistra che, tra rocce, muretti e ulivi, ci porterà in breve al borgo saraceno di Varigotti.

Il borgo saraceno di Varigotti

Prima di riprendere l’auto, è doverosa un’occhiata alla spiaggia (purtroppo devastata dalle ultime mareggiate), dove le caratteristiche case gialle e rosse fronteggiano il mare. Speriamo torni presto come prima!

Bella passeggiata! commenta Angelo. Certo, se avessi anche visto una balena…

…..

Passeggiata con salita e discesa un po’ ripide ma brevi; scarpe da trekking leggero; bastoncini

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.1822343,8.4000218

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Guarda nel video la vista dal punto panoramico al di sopra di Punta Crena!


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