Dall’arte contemporanea del Passo del Biscia al Monte Porcile: una passeggiata comoda fino alla vetta del monte, spettacolare a dispetto del nome.

sentiero per il Monte Verruga dalla cima del Monte Porcile

scendendo dalla panoramica cima del Monte Porcile

Partenza dal Passo del Biscia

Lasciamo l’auto al Passo del Biscia sopra Arzeno, in fondo alla Val Graveglia.

Una visione inattesa. Vicino alla cappella del fante del 1925 (in memoria di un soldato della prima guerra mondiale), emergono dal bosco, suggestive, tre statue bianche

Curiosità: dal 2011 tre anime candide si aggirano al Passo del Biscia. Ricordano il sostegno che i contadini del posto diedero ai partigiani nell’ultima guerra. I loro volti, dice l’artista, lo scultore americano Harold Balasz scomparso nel 2017, mostrano “la consapevolezza di essere cresciuti troppo in fretta“.

La sterrata nella pineta

Una sbarra delimita la facile sterrata che si stacca dall’asfaltata, per procedere in leggera salita nel bosco. La percorriamo schivando i regalini delle mucche che si aggirano nella frescura degli alberi. Troviamo anche centinaia di impronte di zoccoli. Più tardi scopriremo perché!

Costeggiamo tranquilli la pineta e nel giro di mezzora arriviamo ad un’ampia curva a sinistra. Qui ci fermiamo un attimo. Ad ammirare il bel cono verde chiaro del Monte Porcile che contrasta la pineta scura!

Il Rifugio Monte Porcile

Poco dopo, incontriamo il minuscolo Rifugio Monte Porcile con area di sosta. Una sbirciata all’interno: sembra abbandonato…

Più avanti, tralasciamo il sentiero a sinistra che porta al Monte Verruga (paletto 6) e continuiamo sulla comoda strada.

Oltre la bassa palizzata di legno, si apre lo spettacolo della valle. A destra svetta riconoscibilissimo il Monte Chiappozzo davanti alla bastionata dello Zatta. A sinistra si distende il Monte Capra. Sotto di noi, il paesino di Statale completa il presepe.

Arriviamo ad un grande spiazzo (incrocio AV5t con un anello benessere) e prendiamo a sinistra la mulattiera in salita che aggira il monte, sfiorando un gruppo di ripetitori.

La salita alla cima

Il pietrisco che calpestiamo è color rosso. Il diaspro affiorante qua e là ci ricorda Valle Lagorara e il Monte Alpe di Maissana. Quando arriviamo ad uno slargo panoramico, prima della “cava” prendiamo il sentiero non segnalato che s’inerpica a sinistra sul monte (quello subito dopo la cava, contraddistinto da un triangolo rosso, è un bluff!).

Saliamo senza difficoltà. Spuntoni rocciosi alti sopra le nostre teste rendono più affascinante il percorso, mentre il panorama si allarga a dismisura.

La cima (con cavalli) del Monte Porcile

Sulla cresta, incontriamo ancora antenne (dismesse, perché non le eliminano?) e un branco di cavalli selvaggi, neri come la pece. Bellissimi.

Se ne stanno fermi a prendere il vento rinfrescante, compatti. Nel gruppo, ben protetto dagli adulti, s’intravvede un tenero puledro (vedi video).

Siamo in cima! Compaiono le due croci, una dietro l’altra. Ora lo spettacolo è a 360 gradi!

Il ritorno al Passo del Biscia

Il ritorno sui nostri passi sarebbe la scelta più comoda. Decidiamo però di tagliare. Prendiamo il sentiero che va verso il Monte Verruga piegando poi di 90 gradi a sinistra sulla crestina che riporta verso la pineta (nell’erba, non tracciata).

Prendendo in fondo il sentiero a destra ci ritroviamo dopo pochi minuti alla sterrata, all’altezza del paletto 6.

Abbiamo risparmiato un po’ di tempo! Ma non le mie gambe, oggi incautamente scoperte. Ora protestano per le piante urticanti incontrate nella discesa. Ahi! Chi è causa del suo mal…

…..

Passeggiata facile; sterrata in leggera pendenza, salita finale non impegnativa

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.3653699,9.4898016

Vai alla mappa

 

 


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