Rosso mattone e verde smeraldo sono i colori guida di questa facile passeggiata in Valle Lagorara, sopra Maissana. Alla ricerca di un importante sito archeologico: l’unica cava preistorica di diaspro scoperta in Europa.

la cava di diaspro rosso di Valle Lagorara

nella cava di diaspro rosso di Valle Lagorara

Partenza da Santa Maria di Maissana

Dal cimitero di Santa Maria, via Macallè sale tra ampie curve fino ad arrivare ad un bivio panoramico con un paio di pannelli informativi (riversi sull’erba). Lasciamo l’auto qui e prendiamo la sterrata a sinistra in leggera salita tra i prati.

Siamo in Valle Lagorara, a 750 metri slm. Passiamo sopra un antico casone dai muri a secco: il tetto di pietra rilucente spicca contro il panorama offuscato dalla calura estiva.

Curiosità: i casoni detti “della pietra” erano costruzioni utilizzate sull’Appennino Ligure per la conservazione del fieno e l’essiccazione delle castagne, e come ricovero notturno del bestiame.

Poi entriamo nel bosco. All’altezza di un altro pannello (questo ancora in piedi!), comincia una leggera discesa. S’intravvede in alto la rocca di diaspro rosso sormontata da una croce.

La cava di diaspro rosso di Valle Lagorara

Poco dopo, ecco il fianco rossastro del Monte Scogliera. Ora saliamo tra grandi massi che interrompono il verde. Quasi ci sfuggiva sulla destra una scaletta di ferro con corrimano… È l’accesso alla cava di estrazione del diaspro.

Il percorso passa sulla roccia frantumata, tra mimose e margherite in fiore. È segnato e protetto da un corrimano di corda. Tramite una passerella di metallo, arriviamo a toccare la parete della cava, aperta sulla valle.

La roccia rossa è durissima ma fragile. Si sfalda a strati. Ci immaginiamo gli uomini di 2.000-3.000 anni fa che la scheggiano con pietre più dure usate come martelli, per poi ricavarne punte di frecce.

Curiosità: il diaspro rosso contiene silicio, ferro e manganese: è una roccia dura, ma fragile e scheggiabile. L’affioramento di diaspro del Monte Scogliera emerge per oltre 200 metri ed è costituito da migliaia di livelli stratificati, sedimentatisi gli uni sugli altri.

Il sito di lavorazione presso il rio Lagorara

Tornati sul sentiero, procediamo su una traccia erbosa e arriviamo nei pressi del rio Lagorara con cascatella e ponticello metallico. Oltre, si trova un riparo sotto roccia, e continuando lungo il corrimano di corda, una radura verde tra le rocce.

Si tratta di un luogo di lavorazione delle schegge di diaspro estratte: una vera e propria officina per la produzione e finitura di utensili, soprattutto bifacciali di forma ogivale.

Ma a raccontarlo non c’è più neanche un pannello… E le paline? sono archeologiche anche quelle… Ok, sono finiti i fondi europei. E ora?

Pro
Un’interessante cava a cielo aperto in una bella cornice;  raggiungibile facilmente

Contro
Pannelli semidistrutti, paline mancanti, trascuratezze varie nel sito archeologico. Un vero peccato.

È una mezza passeggiata: per raggiungere i 10.000 passi si dovrebbe lasciare l’auto presso il cimitero di Santa Maria.

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Passeggiata facile

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.3498673,9.5393653

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