La gita al Santuario di Montallegro è una piacevole passeggiata nel bosco tra lecci secolari, con il bel fondale del golfo del Tigullio. E aria da respirare a pieni polmoni… Una ricarica naturale!

Il viale di accesso al Santuario di Montallegro tra lecci secolari

Il viale di accesso al Santuario di Montallegro

La funivia da Rapallo a Montallegro

“È un bel posto, ma non c’è niente da fare!” Esordisce così l’addetto all’impianto della funivia, che ci sta accompagnando da Rapallo al Santuario di Montallegro, alle 10 del mattino. Lo smentiremo presto.

Il viaggio in funivia (8 minuti) è molto piacevole. Ci allontaniamo veloci dall’abitato denso di caseggiati per scollinare nel verde. Ecco, laggiù in basso, dilatarsi sempre di più il golfo del Tigullio mentre emerge netto il promontorio di Portofino!

Una volta sbarcati, e assaggiata la torta di mele del bar Ivano, prendiamo il viale alberato che conduce maestosamente al santuario.

Nostra Signora di Montallegro

La facciata bianchissima spunta a poco a poco, in cima alla scalinata, tra le fronde dei lecci secolari. Scenografia veramente d’effetto (il primo nucleo del santuario risale al ‘500 ma la facciata che vediamo è del Rovelli, lo stesso architetto del parco di villa Duchessa di Galliera!)

Curiosità: si narra la seguente storia.

PRIMA PUNTATA: è il 2 luglio 1557 quando a Giovanni Chichizola, un contadino di ritorno dal mercato che si sta riposando sul Monte della Morte (che poi diventerà Montallegro), appare la Madonna che gli affida un’icona con la sua immagine. Dalla roccia ai suoi piedi sgorgherà anche una sorgente. I Rapallesi costruiranno una cappella dedicata.

SECONDA PUNTATA: circa vent’anni dopo, una tempesta colpisce la nave del capitano De Allegretis, che fa il voto, nel caso riuscisse ad approdare, di recarsi nel santuario più vicino allo sbarco per ringraziare la Madonna. Il santuario più vicino risulta essere Montallegro. Ma una volta lì, il capitano scopre che l’icona è proprio quella rubata da una chiesa delle sue parti, nell’odierna Croazia… Denuncia la questione e, vinto il processo, salpa con l’icona per la Croazia. Il giorno dopo, però, il quadretto scompare dalla nave e ricompare nel santuario di Montallegro…

Oggi, l’icona è posta sopra l’altar maggiore mentre l’ex voto del capitano è incastonato nell’altare.

Un’occhiata all’interno del santuario (ricchissimo di ex voto) è doverosa, ma subito dopo eccoci scalpitanti sul retro, davanti a un trivio.

La salita al centro conduce alla via crucis che termina in venti minuti sulla sommità del Monte Rosa (la vegetazione però scherma la vista). Il sentiero a sinistra fa il giro del monte affrontando il lato nord e reimmettendosi poi nella lecceta.

La lecceta di Montallegro

Noi prendiamo la strada lastricata a destra, una sorta di lunga balconata disseminata di  edicole reliquiario, che porta in pochi minuti alla terrazza de Il Pellegrino. Qui, in compagnia di gatti paciocconi, ci godiamo sereni lo splendido panorama.

Continuiamo poi per un’antica mulattiera  tra lecci maestosi. Muschio verdissimo, violette selvatiche a mazzetti, farfalle gialle nel chiaroscuro del bosco. La natura sembra offrire materiale per un quadro impressionista.

E ci si sente bene a camminare tranquilli sotto queste ampie fronde…

Dopo una mezzora, mentre i lecci cedono spazio ad altra vegetazione, un paletto indica la diramazione per San Bernardo e Sant’Ambrogio. Continuiamo dritti in salita seguendo l’indicazione per il Monte Anchetta e, al cartello subito dopo, giriamo a sinistra.

Il sentiero aggira il monte Castello con vista sulla Val Fontanabuona e ci porta in pochi minuti a un piccolo spiazzo panoramico. Luciana si ferma qui, seduta su un sasso. Non è un’adepta stretta del club dei 10.000 passi!

Discesa alla colla e salita alla casetta

Noi scendiamo sul versante marittimo per venti minuti fino alla colla dove sorge un’edicola. Al bivio, prendiamo la salita a destra, sulla cresta, e in meno di dieci minuti arriviamo alla “casetta dei 7 nani”. Sì, una casetta nel bosco, con tavoli e panche che sembrano fatti apposta per riposarsi…

Ritorno a Rapallo

Al rientro al Santuario, ci dividiamo di nuovo. Luciana ed io acchiappiamo al volo la funivia; gli uomini invece scendono a piedi a Rapallo per la bella (ma infinita) mulattiera antica. Esagerati!

NOTA
Se si prosegue oltre la casetta si arriva a Chiavari.

Pro
l’unico impianto di funivia della Liguria; passeggiata rilassante

…..

Passeggiata facile; solo 10 minuti di salita alla fine; scarpe da trekking leggero

Vai all’inizio passeggiata (Google maps) – seggiovia

Coordinate GPS: 44.3530986,9.2356612

Segnavia: due quadrati rossi vuoti

Vai alla mappa

 


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