Giardini fioriti e un’aria serena. Cibo per l’anima e non solo, in una mattinata di sole e di vento. Così ricorderemo la nostra gita sulla collina di Crevari, a Genova Voltri. Fino a un rudere solitario per due chiacchiere in relax.

Borgonuovo di Giacomo Bozzano

Tramite la panoramica via Gainotti a Crèvari (in blu sulla cartina), raggiungiamo il parcheggio di Borgonuovo, stretto tra terrazze di ulivi e boschi di castagni.

Borgonuovo di Crevari

Entriamo in paese (Via Giacomo Canepa) e subito ci accoglie una sfilata di fiori rossi, gialli, viola; ai balconi, nei giardini, sui muri a secco. E sullo sfondo il mare.

Che bello qui, commenta Fede mentre passa davanti alle “fate del borgo” e sotto un archetto di pietra. Sospeso in aria con un sospiro recita la poesia di Giacomo Bozzano incisa su un’ardesia nei pressi.

Curiosità: colpita dall’immagine delicata dell’arco, cerco in rete e, in un articolo di A compagna, trovo un’altra poesia di Bozzano, ispirata ai colori di Crevari.

Fede intanto fotografa. Ovunque, nei particolari, aggiornando Martina in tempo reale. Nota anche due chioccioline arrampicate su una violaciocca gialla. Che occhio…

Casa Betania

Giriamo a sinistra appena possibile e poi ancora a sinistra, in Via inferiore dell’Olba, tra una parete d’edera e una nuvola di pratoline. La scalinata, mattonata e poi acciottolata, ci porta a Casa Betania

Il cortile è pieno di… animali da cortile. Uno zoo starnazzante di oche, galli e galline che beccano libere… Più in là, un cavallo pascola come se niente fosse.

Mi sa che qui le uova sono proprio buone, dice Fede con aria soddisfatta.

Le Pietre Turchine

Continuiamo sulla strada, ora asfaltata. Teniamo la sinistra mentre raggiungiamo la sommità della sella (Via superiore dell’Olba) e ci affacciamo sull’altro versante. Alla nostra destra, oltre un recinto di maiali, brilla una casetta celeste.

È l’agriturismo Pietre TurchineChissà quando riprenderà a sfornare focaccette! 

Curiosità: le foccaccette di Crevari sono una delizia! Ecco la ricetta tradizionale. Ingredienti: 400 g farina manitoba, 200 g patate, 100 g latte tiepido, 50 g acqua tiepida, 20 g olio, 12 g sale fino, 1 cubetto lievito, olio per friggere. Preparazione: impasta acqua, latte, olio e lievito, amalgamando. Aggiungi farina, patate bollite, sale, e impasta bene lasciando poi riposare un’oretta. Dopodiché forma delle palline di 80 g. Lascia lievitare le palline per 2 ore. Allargale a dischetto e friggile pochi minuti per lato fino a doratura. Da farcire a piacere: stracchino, fichi e salame, prosciutto, pesto…

Procediamo sull’asfaltata in salita.

Dopo pochi minuti, costeggiamo una lunga villa sulla destra. Sulla cancellata una targa è dedicata al partigiano Giacomo Canepa (fiori freschi a 77 anni dalla morte!). Trascuriamo il sentierino che sale nei pressi e proseguiamo.

La cascina

Dopo una civettuola cassetta postale (letteralmente), la strada diventa sterrata.

Al secondo bivio, prendiamo la leggera discesa a sinistra che ci porterà in pochi minuti a un’azienda agricola, preceduta dal cartello: “Attenzione, galline libere nel bosco”. Cos’è, una succursale di Galline in fuga?

Alla cascina, nonostante l’agitazione dei cani, intere famiglie di caprette si godono il sole… per niente stressate. (Crevari tra l’altro deriva da craevare, in dialetto “ripari per capre”).

Pensa che buono il formaggio di capra qui…, dice Fede, mentre le fotografa. (Ma ha fatto colazione stamane?)

Nel bosco di Crevari

Superata la cascina, attraversiamo un piccolo guado roccioso e siamo nel bosco.

Il sentiero procede ora a mezza costa, seguendo i tralicci. Ma non li notiamo più che tanto. L’atmosfera è gradevole. Rallegra in lontananza la pineta di Arenzano sul mare.

A un quarto d’ora dal guado, raggiungiamo i ruderi di Canova.

Relax a Canova

Musica ambient: il gorgoglio della buffa fontana a testa d’aquila e il fruscio delle foglie che foderano la casupola.

Rampicanti nodosi decorano i muri a secco ancora in piedi.

Una verandina dal tetto di guardrail ripara un tavolone di legno con panche, dove ci piazziamo a chiacchierare.

Che pace! Posto ideale per un picnic!

Certo, Fede. Se non fossero le 11 del mattino…

 

P.S. Ringrazio Amedeo che (ormai una vita fa) mi aveva suggerito Crevari come meta.

NOTA

A Via superiore dell’Olba si può arrivare anche dalla chiesa di Sant’Eugenio di Crevari (famosa a Genova per il suo presepe) prendendo la creuza che s’innalza nei pressi (Via Piazza Grande). Salita ripida, ma molto panoramica, che  poi traversa il grazioso paese (vedi cartina).

….

Passeggiata facile; scarpe da trekking leggero

Durata (escluse soste): 2 ore a/r 

Vai all’inizio passeggiata (google street view)

Google maps non ha ancora aggiornato la strada, terminata di recente, per cui i link si riferiscono a metà via Gainotti. Basta continuare per qualche minuto per arrivare al parcheggio.

Coordinate: 44.418357, 8.718627 google maps (44°25’06.1″N 8°43’07.1″E)

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NOTA PER IL RITORNO

Al ritorno, dopo le Pietre Turchine, anziché riprendere Via inferiore dell’Olba, si può continuare su Via superiore dell’Olba e poi girare a destra in Via Campenave (che andrà a ricollegarsi a Via Giacomo Canepa e al parcheggio). È un anellino grazioso tra orti e giardini, con begli scorci sul golfo di Genova.

Curiosità tra Crevari e Vesima

Sull’Aurelia sotto Crevari (dopo la prima galleria verso Arenzano) si trova Punta Nave. Qui ha sede il Building Workshop di Renzo Piano e la sua Fondazione. Ci facciamo un passo: è una piacevole terrazza sul mare. Notiamo la funicolare di cristallo che porta al laboratorio, nascosto in alto tra le fronde, e una buffa installazione rossa. È una “gerberette“, identica alle travi d’acciaio utilizzate da Piano al Centre Pompidou di Parigi!

Mi affaccio sul mare. È questo lo specchio d’acqua che l’arch. Shunji Ishida, partner di Piano, ha fotografato ogni giorno per 30 anni. 10.000 immagini e non ce ne sono due uguali!

Immagine di Shunji Ishida

Una delle 10.000 immagini di Shunji Ishida con la stessa inquadratura del mare di Punta Nave

 


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