Un concentrato di Liguria. Un anello sulle alture di Pieve, con sosta sulla panoramica terrazza di Santa Croce. Lo spazio ideale per una fuga dalla città e un picnic in tutto relax.

Pieve alta sullo sfondo del monte di Portofino

Meglio tardi che mai, recita una scritta su una casa di San Bernardo (la frazione sopra Bogliasco da cui partiamo). In effetti era da tempo che volevamo tornare da queste parti!

Partenza da San Bernardo

Lasciamo l’auto nella piazzetta principale di San Bernardo – Poggio Favaro (217 m slm) e prendiamo via Favaro in salita, infilandoci tra una casa gialla e una rosa.

Poco dopo, al bivio della chiesa di San Bernardo, teniamo la sinistra (cioè la via principale, torneremo dalla strada sulla destra) e cominciamo una salita sempre più ripida.

Saliamo in compagnia di abitanti al traino di cani di ogni specie. Certo un giretto quotidiano a questa pendenza tiene in forma! socializza Riccardo da sotto la mascherina.

Salita a Santa Croce

Dopo pochi minuti, la strada cementata finisce e ci ritroviamo su una mulattiera di campagna, costeggiata da muretti a secco. In cima alla collina si intravede già la chiesa di Santa Croce, piccola e bianca.

Curiosità: incontriamo sul percorso le “creste di pietra”. Si tratta di pietre posizionate in verticale sulla cima dei muretti a secco, per impedire la fuga del bestiame. Pare che nell”800 pascolassero qui più di 4.000 tra bovini e ovini…

Alla pietrona istoriata al centro di un trivio, prendiamo il sentiero mediano in salita e ci ritroviamo in pochi minuti alla Rotonda di Martin. Una terrazza semicircolare con vista su… chi sale da San Bernardo!

Dell’ex osteria di Martin rimane (credo) una casetta di pietra nascosta tra i pini, degna dei 7 nani.

Dalla rotonda tralasciamo la “direttissima” a destra e prendiamo il sentiero a sinistra che traversa e poi sale fino alla cresta. Croci bianche spuntano dall’erba (e dagli iris) a testimoniare che questa è una via crucis!

Arrivati in cima, al crocevia, proseguiamo a destra tra sassi e terra umida. Alla stazione XII mi attardo a fare foto. Aspetta di vedere il panorama da Santa Croce! suggerisce Riccardo.

Santa Croce

Ed eccoci, alla fine, in cima al Monte Santa Croce (518 m slm).

Una larga scala di pietra introduce al terrazzo erboso. Vista notevole sulla costa e il Monte Fasce irto di antenne, fino alle Alpi marittime. Tavoli di legno e pietra, ruderi fascinosi, un ricovero.

E una chiesetta bianca, Santa Croce.

Curiosità: in passato, la Chiesa di Santa Croce era meta di pellegrinaggi (documenti del ‘200 testimoniano l’esistenza di un hospitale). Secondo la tradizione, una reliquia della Santa Croce fu portata qui da pellegrini di passaggio. La chiesa odierna è frutto di vari rifacimenti, compresa la ristrutturazione dopo il fulmine del 2019 che provocò il crollo di tetto e campanile. Caratterizza la facciata una Madonna di marmo bianco in campo azzurro, donata dalla famiglia Cavassa Pallano di Pieve.

Gruppi di gitanti occupano già quasi tutti i posti in vista.

Fortuna che dietro il rifugio, è ancora libero un bellissimo tavolo sotto una pergola (ora in versione scheletrica invernale). Una tavola orientativa arreda l’angolo con vista sul monte di Portofino.

Ci piazziamo a mangiare il sunch – lunch under the sun – come quello dello chef Hiro, scherza Angelo. (Beh, non proprio: lui ci mette 16 porzioni di sushi e dolcetti…)

Dopo pranzo, diamo anche un’occhiata all’interno del ricovero. Funzionale: stufa, barbecue (smontato), tavolone con panca.

Discesa da Santa Croce

Scendiamo sul sentiero tra chiesa e ricovero, mentre un gruppo arriva baldanzoso su bici elettriche.

Lungo la discesa tra pini, lecci e macchia, incontriamo le edicole sui Misteri della Passione di Cristo, tant’è che il sentiero viene chiamato “dei misteri”.

Così almeno recita il pannello quando arriviamo in fondo, alla località Cisternone Costa (322 m slm), dopo una ventina di minuti.

Via delle Chiappe

Superato il pannello, giriamo alla seconda creuza sulla destra (due quadrati rossi inscritti in un rettangolo bianco), tra gli ulivi. Così evitate folla e auto, ci ha suggerito uno del posto.

Poco dopo, però, siamo a un’impasse… Tutte le strade si chiamano via delle Chiappe! 

Poi, scopriamo che basta procedere sempre verso ovest tenendosi sulla via delle Chiappe più bassa e si arriva a via Consiglietto (da prendere in discesa).

Non senza prima aver ammirato da lontano la vissuta piazzetta di Pieve Alta ritagliata sul Golfo Paradiso.

Tramite una scaletta, via Consiglietto sbuca su via San Bernardo, che ci riporterà all’inizio del percorso.

Ritorno per via San Bernardo

Lungo la strada, mentre a sinistra ammiriamo i tipici terrazzamenti, avvertiamo un tramestio proprio sotto di noi. Ci sporgiamo: in un recinto capre e asinelli tallonano trepidanti l’allevatore col foraggio!

L’asfaltata procede tra allegre villette, giardini sul mare e case colorate e finisce in una bella carrareccia antica, panoramica, che s’infila nel bosco per poi raggiungere San Bernardo.

Poco prima dell’arrivo, ci fermiamo su una panchina dalla posizione un po’ strana. È piazzata proprio davanti a un palo della luce!

Ma che importa? è piacevole lo stesso scaldarsi qui, al sole del primo pomeriggio…

NOTA

– Una volta sbucati da via Consiglietto su via San Bernardo, andando verso sinistra si raggiunge la piazza principale di Pieve Alta.

– Si può dimezzare il percorso ed evitare salite limitandosi al tratto San Bernardo-Pieve Alta, andata e ritorno (come consigliato da Luciana e Daniela in un attacco di pigrizia).

– Da evitare nei giorni festivi per l’afflusso di gente

….

Passeggiata facile, ma salita ripida; scarpe da trekking leggero

Durata (escluse soste): 2 ore

Vai all’inizio passeggiata (google street view)

Coordinate: 44.3822596,9.0775944  (44°22’56.1″N 9°04’39.3″E)

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