Tra Valle Scrivia e Val Vobbia, una salita non impegnativa, tutta ombreggiata, fino alla panoramica e ventilata cima di Monte Reale.

Il panoramico Santuario di Monte Reale

È scoppiato il caldo! Andiamo sopra i 1.000 m, propongo a Riccardo, a San Giovanni.

902 va bene lo stesso? mi chiede ridacchiando.

Ce ne andiamo così al Monte Reale.

Da Minceto verso Monte Reale

Posteggiamo presso la cappella della Madonna della Neve di Minceto (solo due posti, meglio lasciare l’auto a inizio paese!). E proseguiamo sulla strada, salendo tra le ultime case.

Dopo una casetta dalle finestre a cuore, l’asfaltata diventa sterrata. Un tornante stretto, e ci ritroviamo sulla colletta di Minceto (edicola e traliccio). Tralasciamo la strada a destra che porta alle Rocche del Reopasso, per proseguire a sinistra.

È un tranquillo sentiero in piano nel bosco. Presto, però, ci rendiamo conto che strapiomba a destra sulla Val Vobbia. Non si nota perché schermato dagli alberi!

A un quarto d’ora dalla partenza, affrontiamo una prima salita (a sinistra la rocca di Premé, vedi più sotto).

Al bivio, poco dopo, continuiamo a sinistra tralasciando il sentiero per Griffoglieto e Vobbietta.

Sullo spartiacque panoramico verso Monte Reale

Siamo sullo spartiacque tra Scrivia e Vobbia, con belle vedute da entrambi i lati.

Poi, rimanendo sul versante dello Scrivia, traversiamo in costa il Monte Reale. E continuiamo in costante salita fino al cartello che indica a sinistra la variante Monte Reale.

Presa la variante, incontriamo la mulattiera che arriva da Ronco Scrivia. Con uno strappetto di 5 minuti, ci porterà alla panoramica cima del Monte Reale.

Monte Reale

La vetta è piena di sorprese.

Ad accoglierci, con uno strano effetto vintage, un’aquila (presumo reale) regalo degli Alpini, e una bandiera italiana. A fianco, una teleferica per il trasporto di materiale.

Ma a colpirci è soprattutto il Santuario di Nostra Signora di Loreto, adagiato sereno su un tappeto verde, in cima a tutto.

Curiosità: edificato a metà ’800, il santuario sorge al posto di un castello medievale di cui non rimane traccia. Restaurato più volte, è stato distrutto da un incendio nel 2003 e poi ancora ricostruito. Annesso alla chiesa, un rifugio a cura degli Amici di Monte Reale (ora chiuso per Covid).

Ci aggiriamo tra la tavola orientativa (vista pianura padana) e il mosaicoLa Fama” che spezza il grigio della facciata della chiesa. Opera dello stesso creatore degli allegri mosaici di Ronco Scrivia?

Sul muro del rifugio, una locandina pubblicizza un libro recente su Monte Reale, con una foto di copertina stratosferica in tutti i sensi (di Fabio Rotondale).

C’è un venticello piacevole, mentre osserviamo il panorama ad angolo giro.

Alla ricerca della forra

Sappiamo che da qualche parte c’è anche una piccola forra.

La troviamo per caso. È presso l’altra area di sosta, oltre una palizzata sotto un roccione. Ma è seminascosta dalla vegetazione… Provo a scattare una foto. Viene solo un buco nero!

Pazienza. Un po’ di relax ai tavoli, e poi prendiamo la strada del ritorno.

La rocca di Premé

Aiutati dalle indicazioni di un gentile passante, individuiamo la rocca di Premé (44.620483, 8.977946) che ci era sfuggita all’andata.

Eccola lì, lungo la discesa a scalini, nei pressi di un traliccio. Un torrione di conglomerato che spunta severo dal verde.

Impossibile (per noi) scalarla. Ma salendo verso il traliccio, una foto è d’obbligo!

La cappella di Minceto

Siamo di nuovo a Minceto, alla cappelletta. Diamo un’occhiata.

È una chiesetta celeste del ‘600 che ispira serenità. Sul sagrato, una panchina verde e un tiglio di 245 anni.

Tra poco lo tagliamo. Il tronco è un guscio vuoto a causa di un fulmine, ci dice un abitante del posto.

Ha colpito anche la croce sul campanile? chiedo vedendola penzolare. No, è stata una tempesta di vento. Qui spesso c’è vento…

Per fortuna, anche oggi!

…..

Passeggiata facile, salita non impegnativa a parte i 5 minuti finali. Scarpe da trekking leggero

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.6146511,8.9760209

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