Da uno spettacolare punto panoramico ad un altro, tramite un facile sentiero nel verde a mezza costa. Sempre in compagnia della simpatica isoletta di Bergeggi.

Panorama dal decollo di parapendio di Sant'Elena

L’ampio panorama dal decollo parapendio di Sant’Elena, sopra Bergeggi

Il sentiero botanico di Bergeggi

Lasciamo l’auto in uno slargo, nel punto in cui via Santo Stefano incrocia il sentiero botanico che arriva da Bergeggi. Lo prendiamo in salita ed entriamo in un boschetto.

Costeggiamo un edificio dell’acquedotto e in capo a dieci minuti ci ritroviamo su un tappeto verde. Davanti ad una vista spettacolare.

Il parapendio di Bergeggi

Siamo nel punto di decollo parapendio del Monte Sant’Elena. Ai nostri piedi il mare si allunga dalla costa oltre Savona a Capo Noli. Sotto di noi si stendono l’abitato storico di Bergeggi, il promontorio e l’isoletta, che da qui sembra tutt’uno con la costa.

Mi sporgo per vedere la grande spiaggia per l’atterraggio, 300 metri più in basso… Certo, ci vuole un bel coraggio a spiccare il volo!

Curiosità: alle nostre spalle, in una conca, sorgono i resti del Forte di Sant’Elena, costruito durante la prima guerra mondiale. Fu distrutto nel 1921 dall’esplosione della polveriera, in seguito ad un incendio sviluppatosi sul monte.

Continua il sentiero botanico

Continuiamo lungo il largo sentiero terroso. Lasciamo a destra una radura e, seguendo l’indicazione “sentiero botanico”, ci avviamo per la leggera discesa. Gli alberi spogli permettono di godere del mare a sinistra e dei muretti a secco delle fasce di un tempo.

Qui, nella bella stagione, dev’essere tutto un tunnel verde, commenta Angelo mentre osserva uno dei pochi cartelli superstiti del percorso botanico.

Verso la gola di Sant’Elena

Procediamo sul sentiero principale, trascurando a destra la deviazione indicata dal cartello “sentiero botanico – direzione Torre d’Ere”. Superiamo una grande vasca piena d’acqua travestita da praticello, e ci manteniamo sulla destra.

Subito dopo, c’imbattiamo in una targa che commemora i caduti per un bombardamento aereo del 1944.

Dopo venti minuti dal punto di decollo, superata una vecchia casa, sbuchiamo sull’asfaltata. È la gola di Sant’Elena, un crocevia di strade rotabili e non, che portano in varie direzioni.

Il sentiero della vecchia cava

Prendiamo la seconda strada a sinistra, chiusa da una sbarra arrugginita. È il sentiero della vecchia cava. Il percorso meno attraente, commenta Luciana mentre ci facciamo largo tra le piante nello stretto sentiero. Ma è anche quello che evita un inutile saliscendi e soprattutto… non puzza! precisa Riccardo.

Ineccepibile.

Spiegazione: la strada a sinistra porta da un lato a Torre d’Ere e dall’altro scende nella valle per poi risalire sul Monte Mao. L’altra strada aggira a Nord il Monte Mao per poi salire sulla cima. In teoria è comoda e panoramica (incontra anche un altro punto di decollo!) ma in certi giorni risente dell’odore della discarica del Boscaccio!

Dopo pochi minuti, ci ritroviamo in vista della bianca cava dismessa. La superiamo, lasciandola sulla destra, e procediamo lungo una traccia tra le ginestre. Che presto diventa un sentiero netto, tutto a mezza costa.

Verso la cresta del Monte Mao

Ci accompagna la vista dell’isola di Bergeggi e dei quartieri degli anni ’50 e ‘60 disseminati nel verde del promontorio.

Curiosità: al culmine del promontorio si trova la Torre d’Ere, antica torre di avvistamento di origine romana. Le fa da contraltare un’analoga postazione di osservazione sulla vetta dell’isola di Bergeggi. Nel corso dell’edificazione del quartiere Torre del Mare, sono state poste due sculture in fil di ferro. Una si trova a fianco della Torre d’Ere e rappresenta un capro, l’altra, il “pifferaio”, è posta su un contrafforte di roccia dell’isola. 

Il percorso è piacevole e abbastanza in piano, finché, aggirando le pendici del Monte Mao, non incrociamo a destra la salita alla cresta. Qualche tornante, un quarto d’ora di ripida salita ed eccoci al cartello che indica Mao Crest.

Sulle cime del Monte Mao

Siamo sull’anticima del Monte Mao!

Girando lo sguardo: a sinistra il porto di Vado, il Monte Sant’Elena da cui siamo arrivati (scorgiamo il punto di decollo parapendio), il golfo di Savona iscritto nell’arco della costa che si allunga lontano; a destra, sfavillante in controsole, Spotorno, con le sue lunghissime spiagge, e il noto profilo di Capo Noli.

Alle nostre spalle, la cresta rimonta fino alla cima del monte Mao, guarnita da una bella macchia mediterranea. Quanto timo! esclama Angelo che, unico a salire verso la cima, mostra contento il pollice (verde) in su!

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Passeggiata facile, salita breve a inizio e fine

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.2533892,8.442952

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