Rilassante passeggiata da Arma di Taggia lungo una porzione della famosa ciclopedonale del Ponente. Più un santuario gioiello incastonato nella roccia, dalla valenza anche archeologica.

Punto di ristoro lungo la ciclopedonale da Arma di Taggia a Sanremo

Punto di ristoro lungo la ciclopedonale da Arma di Taggia a Sanremo

Il lungomare di Arma di Taggia

Dopo un mese da dimenticare, tra frane e diluvi, finalmente il tempo è bello! Il terreno però appare ancora fradicio. Così scegliamo un percorso quasi tutto asfaltato.

Partiamo da Piazza Chierotti ad Arma di Taggia, procedendo sul lungomare verso Ovest.

La passeggiata si snoda piacevolmente tra le palme e lungo le spiagge. In un tratto a sbalzo sul mare, aggiriamo la Fortezza, la torre di avvistamento del ‘500, simbolo di Arma.

Il Santuario dell’arma di Taggia

Dietro la curva, in un tripudio di piante grasse fiorite, si nasconde il Santuario della Santissima Annunziata o Santuario dell’arma. Suggestivo, accoccolato in una grotta, presenta statue e bassorilievi su altari di marmo bianco, in un bel contrasto con la roccia grigia.

Curiosità: la grotta, profonda 40 metri, piega di 90° verso Est terminando, dopo 50 m, in un dedalo di tunnel della lunghezza totale di 100 metri. Abitata da più di 100.000 anni , vi sono stati rinvenuti utensili in pietra e persino tre frammenti di cranio dell’uomo di Neanderthal. La parte più esterna della cava è adibita a chiesa, quasi ininterrottamente, dal XII secolo.

Poco dopo, la passeggiata di piastrelle rosse termina immettendosi sull’asfaltata. Dopo circa 200 metri, sulla destra, a livello di un lungo parcheggio di auto, ci infiliamo in un varco sormontato da una balaustra bianca. Salite le scalette che portano al locale Impekabile, ci ritroviamo sulla ciclopedonale.

La ciclopedonale del Ponente

Curiosità: la ciclopedonale del Parco costiero del Ponente Ligure, che da San Lorenzo al mare raggiunge Ospedaletti, è lunga una trentina di chilometri. È stata costruita sul tracciato della vecchia ferrovia Imperia-Sanremo e presenta due sensi di marcia per le biciclette, più una corsia riservata ai pedoni.

Calpestiamo la lunga, dritta striscia di asfalto, frequentata da ciclisti, pattinatori, runner, monopattini, risciò. Sul promontorio di fronte a noi, spunta dal verde il Sacro Cuore di Bussana.

Da qui sembra una chiesetta: in realtà è un imponente santuario che testimonia l’impegno della rinascita di Bussana dopo il terremoto del 1887. Notiamo a distanza i 13 medaglioni sul grandioso arco del frontone, il  mosaico e l’enorme statua dorata che brilla in cima al campanile.

Dopodiché ci rilassiamo. Mettendo un piede davanti all’altro. Senza pensieri. Peccato non ci sia Luciana, dice Angelo, una passeggiata così piatta sarebbe il suo massimo!

A destra, oltre la vegetazione, l’Aurelia trafficata corre parallela. A volte sembra lontanissima, a volte un seccante sottofondo. Percorriamo un primo tunnel semiaperto e un secondo decisamente più lungo.

Sbucati da questo, ci infiliamo a sinistra in un sentierino che ci permette di dare un’occhiata agli scogli sottostanti schiaffeggiati dalla mareggiata. È un angolo un po’ selvaggio rispetto al resto della passeggiata.

Ripresa l’asfaltata, poco dopo arriviamo a la Vesca (40 minuti dalla partenza), un punto di ristoro con un panorama notevole sul golfo di Sanremo. Ed enormi bobine per cavi usate come tavoli!

Non torniamo indietro ad Arma, propone Riccardo mentre esploriamo il sentierino a picco sul mare a lato del ristoro, proseguiamo. Prenderemo poi un bus da Sanremo.

Arrivo a Sanremo

Detto, fatto.

Abbandonata la Vesca, la ciclabile in leggera discesa supera un’altra galleria e ci porta in vista delle spiagge dei tre ponti. Nell’acqua turbolenta un gruppo sfida le onde con le tavole.

Il paesaggio ora ritorna “urbano”, ma la passeggiata resta piacevole, tra parchi e bei condomini, ville e giardini. L’alta vegetazione scherma il mare alla nostra sinistra.

Dopo una mezzora di cammino da la Vesca, sulla destra spicca Villa Nobel, un edificio giallo-arancio in stile moresco rivisitato.

Curiosità: Alfred Nobel visse in questa villa gli ultimi anni della sua vita (fino al 1896). Il giardino vanta piante pregiate tra cui l’altissimo cipresso di Monterey. Sotto questo, è sistemato il cannone usato da Nobel per i suoi esperimenti sulla gittata. La villa è ora adibita a museo e sede di mostre.

Proseguiamo, seguendo sempre la pista ciclopedonale. Costeggiamo una buffa scuola di container a pois (con  giochi per bimbi) al termine della quale, nel parco di fronte, fa bella mostra una magnolia gigantesca.

Il porticciolo e Santa Tecla

Superiamo Porto Sole, il porticciolo turistico, e, mantenendoci sul lungomare, dopo venti minuti da Villa Nobel arriviamo a Porto Vecchio, denso di barche luccicanti nel sole. Qui pranziamo su tavoli all’aperto (a dicembre!).

Dopo mangiato, raggiungiamo in pochi passi il forte di Santa Tecla. Maestoso. Ma il nostro sguardo è attirato dalle onde che si abbattono sulla piazza, veramente spettacolari! E da due turisti che sfidano il mare imperterriti…

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Passeggiata facile, piatta

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Coordinate: 43.830294, 7.849380

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