Nella riviera di Levante, una valle verdissima, incontaminata, silenziosa. Ben si adatta all’intero percorso il nome Nûa Natûa (letteralmente Nuda Natura) dell’unica locanda in zona!

La spiaggetta sotto Nûa Natûa

Sempre avuto un debole per Punta Baffe.

Così dopo 6 mesi dalla passeggiata da Casaggiori (vedi), propongo di tornare alla torre salendo da Nûa Natûa, il ristorante piazzato a metà delle gallerie di Moneglia.

Curiosità: non è banale raggiungere in auto Moneglia. O si arriva dalla collina con un ampio giro o si percorrono “le gallerie”. Sono ex gallerie del treno (utilizzate dal 1874 al 1932), quindi molto strette. Un tempo erano a due sensi e ogni tanto una roulotte o un furgone si incastravano… Ora sono a senso alternato, secondo semafori che durano 20 minuti (da Riva ai minuti 15, 35, 55)!

Partenza sotto Nûa Natûa

Dopo la terza galleria da Riva, parcheggiamo.

Solitamente pieno (d’estate) causa spiaggetta, oggi il parcheggio sotto Nûa Natûa è deserto. Viste le restrizioni da Covid, il ristorante è chiuso. Mi riprometto di provarlo in futuro, mentre, spalle al mare, prendiamo il sentiero che sale nel verde, a destra del parcheggio.

È una di quelle mattine in cui l’orizzonte è un tratto preciso di matita blu. Fa un po’ freddino, direbbe Giorgio, ma il cielo promette sole. Infatti, cominciamo la passeggiata col piumino ma la finiremo in t-shirt!

In Vallegrande

Pochi minuti di salita e siamo a un incrocio (con cartelli). Trascuriamo il sentiero a destra da cui torneremo facendo l’anello completo. Proseguiamo seguendo l’indicazione per Punta Baffe e Nûa Natûa.

Un saliscendi nel bosco traversando un ponticello di legno e un paio di rivoli, e sbuchiamo nella macchia mediterranea.

Siamo in Vallegrande o Valgrande, una valletta verde verde, selvaggia… A parte ristorante e locanda di Nûa Natûa affacciate sul mare, non s’incontra traccia umana.

La bellezza è questa.

Verso Punta Baffe

Procediamo sul sentiero a mezza costa seguendo il contorno delle alture. Guarda la torre sul costone davanti a noi! dico alzando gli occhi.

E casco come una pera.

Mentre scivolo (al ralenti) sul bordo di pietrisco, più che la sederata mi colpisce lo spavento negli occhi di Riccardo. In effetti, oltre l’apposito piccolo rovo alla mia sinistra, il terreno va giù giù…

Nei minuti successivi, rialzata, spinata, e ripreso il cammino, è tutto un tieni il peso a valle, e le ginocchia piegate, e i bastoncini impugnati correttamente… Praticamente una lezione di sci!

Il sentiero però è bellissimo mentre, superata l’ultima ansa, ci dirigiamo verso Punta Baffe.

Il panorama sulla costa rocciosa lo fotografo tra gli alberi, senza scendere troppo sulla punta (pena una replica del predicozzo!).

Intuisco la roccia che strapiomba in mare e so che sotto i nostri piedi la galleria della Madonnetta la perfora da parte a parte.

Salita alla Torre

Dopo, affrontiamo l’ultimo tratto in salita ripida, ma abbastanza breve.

Ci ritroviamo così al primo tavolo della Torre Baffe.

Qui ormai siamo di casa! Tre tavoli, l’asta, la torre a due piani. E la costa che risale leggermente in direzione del Monte Moneglia.

Sempre piacevole il percorso! Lungo il sentiero di terra e di sabbia, sul rosso arancio dei corbezzoli invernali, ora vince il bianco dell’erica,.

Sono varie le aree picnic, sospese tra le sagome celesti dei promontori orientali e il coccodrillone verde scuro di Punta Manara!

Lungo il sentiero Riva – Moneglia

In realtà saremmo arrivati. Sono giusto 5.000 passi! Ma l’idea di ripassare nel punto dello scivolone proprio non mi attira…

Così, al mio stupito compagno propongo di completare l’anello (in blu sulla cartina).

Arrivati a Colle del Lago, giriamo a destra. Percorriamo quindi un tratto della classica passeggiata Riva-Moneglia.

Dopo una mezz’ora, raggiungiamo un quadrivio tra le rocce. Procedendo dritti si raggiunge Moneglia, a sinistra si sale al Monte Comunaglia. Noi prendiamo il sentiero in discesa a destra.

Ritorno a Nûa Natûa

Non memorabile, noiosetto.

Fino a quando non arriviamo sulla punta. Qui si riscatta ampiamente con una vista della Punta Baffe che s’immerge nel blu.

Poco dopo, ci ricolleghiamo al sentiero dell’andata.

Un’ultima occhiata alla Vallegrande, in realtà piccola… Rigonfia di cespuglioni, incontaminata, silenziosa.

Sospiro, mentre c’infiliamo in auto e poi nella galleria Valgrande per Moneglia. È la più lunga, 2 chilometri e mezzo! dice Riccardo che la conosce a memoria.

Che contrasto tra il buio umido dello stretto tunnel e l’aria lucente di prima.

Com’era verde la mia valletta!

….

Passeggiata impegnativa; scarpe da trekking leggero; bastoncini

Durata (escluse soste): 2 ore a/r fino a Torre Baffe; 3 ore per l’anello completo

Vai all’inizio passeggiata (google street view)

Coordinate: 44.2405229,9.4528237 google maps  (44°14’25.9″N 9°27’10.2″E)

Cartina

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