Facile, panoramica, con tanti prati da pic nic, la passeggiata al Monte Penello è una delle più amate dai genovesi. E, volendo, può continuare fino alla bellissima rocciosa Punta Martin.

Vista su Punta Martin da Monte Penello

Partenza dal Colle di Praglia

Dalla provinciale dei Piani di Praglia prendiamo a sinistra Via Monte Pennello, che scende per alcune centinaia di metri fino a terminare in un parcheggio.

Superata la sbarra, c’incamminiamo per la piatta carrareccia con vista sulla Valpolcevera. Spicca il profilo del Monte Figogna, incoronato dal Santuario della Madonna della Guardia.

Stiamo percorrendo un tratto dell’Alta Via che contorna a mezza costa il Monte Sejeu.

Superata una sorgente (una cannetta sotto una roccia con croce), saliamo ad un colletto e proseguiamo pressoché in piano.

Ci accoglie una marea di pecore belanti. Quante pecore sono? chiede Riccardo, che è un amante dei dati. Sono 1.100, risponde il pastore soddisfatto, più le mucche.

Non resterà un filo d’erba…

Il Bric dell’Orologio

Saliamo dolcemente fino alla colla del Proratado. Qui la vista si apre verso sud, fino al mare.

Superiamo la deviazione per il Bric dell’Orologio, un sentierino sulla destra segnalato da un ometto di pietre.

Nota: il Bric dell’Orologio è una simpatica altura erbosa cosparsa di ometti di pietra. In cima, due panchine spalla contro spalla permettono di godere del panorama su tutti i lati.

Verso Colle Gandolfi

La carrareccia sale tranquilla e sinuosa. Improvvisamente si tinge di rosso in una bella combinazione col verde smeraldo dei prati, poi torna grigia. Superiamo un’altra sbarra e ci lasciamo a destra il Monte Foscallo.

Siamo ora su un altopiano erboso, cosparso di massi, sotto un paio di tralicci. Davanti a noi si stende il Monte Penello (si nota il bivacco chiaro sulla punta).

Ma chi lo guarda? sulla destra del lungo crinale compare una forma inconfondibile: una punta a cappuccio di Pinocchio. È il Monte Punta Martin, il più famoso in zona.

Acceleriamo, scendendo in breve a Colle Gandolfi (936 msl). Il panorama sul mare ricompare alla grande. Ovunque c’è spazio per un pic nic, come in effetti avevamo programmato…

Il Monte Penello

Ormai però manca poco alla rotonda sommità del Monte Penello (995 m slm). Un ultimo sforzo (dieci minuti di salita, abbandonando l’AV) e siamo su.

Curiosità: in cima al Monte Penello (dal termine “penna”, vetta rocciosa), si trovano ruderi di costruzioni militari della Seconda Guerra Mondiale. Il bivacco è stato ricavato in un ex deposito di munizioni, ristrutturato e decorato all’esterno da una ceramica di Albisola nonché da una pietra che ricorda un Cervino in miniatura (sul serio)…

Ci affacciamo al terrazzino del bivacco. Spettacolo. Ora capisco perché è una passeggiata tanto amata dai genovesi…

Mentre osserviamo la città dall’alto, notiamo delle strane nuvolette bianche sopra l’Expo… dò un urlo! Ci siamo dimenticati! Un minuto fa sono passate le frecce tricolori sulla città!

Ci consoliamo con la merenda, appollaiati su una buffa panchina costruita col recupero di vecchi sci (comunque eccole qui le frecce in un video).

A questo punto, dovremmo tornare. La conta dei passi ha superato il limite di 5.000 (un’ora e un quarto dalla partenza!).

Dal Monte Penello a Punta Martin

Ma Punta Martin ci chiama. Sappiamo che le altre vie per raggiungerla sono lunghe e faticose. Mentre da qua ci separa solo un panoramico crinale, non particolarmente impegnativo!

In venti minuti siamo alla croce, sulla sommità rocciosa di Punta Martin (1001 m slm), a bearci di un panorama vastissimo. Dal Monte di Portofino alle Alpi.

E chi scende più a valle?

…..

Passeggiata facile, con salite e discese leggere (a parte salita a Punta Martin). Scarpe da trekking leggero

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.5166118,8.8177662

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