Dal bel pianoro di Pian Marino alla bianca Rocca Carpanea e all’enorme grotta Pollera, attraversando terrazzi panoramici. Compresa una deviazione ai singolari pinnacoli dei Tre Frati.

Partenza da Cianassi per Pian Marino

Posteggiamo in località Cianassi, il parcheggio in fondo alla strada asfaltata che parte da Perti Alto e sfiora la famosa chiesa dei 5 campanili.

Seguiamo l’indicazione “Monte Sordo, Pian Marino, Grotta Pollera”.

Montesordo e San Carlo

La carrareccia s’infila tranquilla tra gli ulivi.

Costeggiamo un giardino con tanto di nanetti e vista spettacolare sulla valle e, lasciandoci a destra il paesino di Montesordo, saliamo alla chiesetta di San Carlo.

Evitiamo di leggere il pannello sui pipistrelli affisso sul muro esterno (ne abbiamo abbastanza di quegli animaletti) e chiediamo lumi sul bivio nei pressi, a una simpatica famigliola.

Entrambi i sentieri portano a Pian Marino, ma quello a destra è più bello, ci rispondono mentre prendono quello a sinistra (?).

Verso Pian Marino

Andiamo a destra e, dopo qualche minuto, attraversato un rio quasi asciutto, procediamo lasciandoci sulla destra la salita alla Grotta Pollera da cui torneremo.

In effetti, il sentiero in leggera salita nel bosco è piacevole, anche se tutto in ombra.

Dopo un quarto d’ora sbuchiamo in un bel pianoro erboso.

Da Pian Marino a Rocca Carpanea

Siamo a Pian Marino. Un vasto pratone, attraversato solo dal sentiero a fettuccia che punta dritto alla Rocca Carpanea.

Percorsi due terzi del prato, prendiamo a destra la salita con l‘indicazione “Tre Frati e Sanguinetto” e c’inerpichiamo per meno di dieci minuti fino alla deviazione per una cava dismessa tagliata a rombo.

Giriamo intorno alla rocca della cava. Alla base dell’alta parete bianca, troviamo arrampicatori intenti ai preparativi (falesia bric del frate?), e… un’altalena!

Sulla Rocca Carpanea

Torniamo indietro al sentiero principale e proseguiamo fino in cima alla salita, su una selletta.

Qui ci dedichiamo ai panorami, da raggiungere tramite sentierini ortogonali al nostro e un po’ nascosti.

Prima prendiamo a sinistra e in pochi minuti siamo sul ciglio antennato della Rocca Carpanea, ad ammirare la valle dell’Aquila e Orco Feglino (e purtroppo anche l’autostrada).

Poi a destra, raggiungiamo una terrazza panoramica (con vista su uno spicchio di mare oltre la valle) dove ci sembra naturale sederci per un picnic al sole.

Proseguendo pochi passi, ci aspetta un panorama ancora più ampio. Spicca la macchia verde di Pian Marino come una moderna Shangri-la e si rivede, in distanza, la vecchia cava quadra.

Più tardi, riprendiamo il percorso principale, che ora scende velocemente.

La valle Ercea

Dopo qualche minuto, alla “rotonda” proseguiamo a destra (a sinistra si arriverebbe alla torre rocciosa nota come Caffettiera). Presto siamo nella Valle Ercea, una valletta sospesa, in un rilassante bosco pressoché in piano, interrotto da piccole radure.

Incontriamo una runner in allenamento che fotografiamo al volo.

Proseguiamo fino a raggiungere il retro dei Tre Frati, tre spuntoni rocciosi molto caratteristici che dominano la valle.

Deviazione ai Tre Frati

Ci aggiriamo nei pressi, nel tentativo di vederli senza suicidarci. Il Frate Maggiore, quello più tipico, più che un fraticello mi pare un cavallo degli scacchi.

Troviamo un punto panoramico (una roccia a strapiombo che sembra stia su per miracolo) da cui s’intravedono i Frati di fianco. Di fronte a noi la valle è bellissima.

Ma anche alle nostre spalle il Bric Grigio fa la sua figura: un tipo in celeste ci si arrampica con nonchalance.

Torniamo indietro risalendo la Valle Ercea e, a metà di un’ampia ansa del sentiero verso destra, prendiamo la salita seminascosta a sinistra (presso il cartello che indica i Tre Frati a 10 minuti).

La traccia non è netta. Fortunatamente il percorso è contrassegnato da fascette blu apposte sui tronchi.

Scolliniamo e, trascurando i sentieri a destra e sinistra, finiamo dritti proprio sopra la grotta Pollera.

La Grotta Pollera

È enorme.

Notiamo l’imponente arco da un lato. Dall’altro, un antro nero come una bocca sdentata scivola nel nulla.

Curiosità: in realtà lo scivolo, lungo 60 metri, conduce ad un grande salone. Da qui, tramite un corridoio, si raggiunge la Sala Issel, dalla volta crollata milioni di anni fa. Proseguendo, si giunge alla Buca delle Lettere che consente di accedere al corso del fiume sotterraneo. Seguendo il percorso del fiume, si giunge al sifone che, se preventivamente svuotato, permette di passare all’Arma do’ Buio. Almeno, questo è quello che racconta il CAI di Savona, perché noi non lo verifichiamo di sicuro! Qui il video del gruppo Grotte.

Dopo foto a gogò, di cui neanche una che renda la maestosità della grotta (a parte forse quella con Ric in formato llillipuziano) scendiamo lungo il sentiero sassoso a valle.

Secondo te, la Pollera è piena di pipistrelli? chiedo mentre, dieci minuti dopo, ci reimmettiamo sul sentiero che ci riporta a San Carlo. In ogni caso, non vanno disturbati mentre dormono! ammonisce Riccardo…

E chi mai se lo sognerebbe (a parte David Quammen)?

NOTA

Ai Tre Frati si può anche salire diretti in mezzora, con salita prima dolce poi impegnativa, partendo dall’agriturismo A Ca’ de Alice.

…..

Passeggiata facile nella prima parte, poi un po’ più impegnativa

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate: 44.197872,8.309879

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