L’anellino del Prato della Cipolla tocca la vetta più alta dell’Appennino ligure nonché un pratone da picnic, sotto un bel torrione roccioso.

Prato della Cipolla col suo rifugio, Monte Bue e Monte Maggiorasca

Prato della Cipolla col suo rifugio, sullo sfondo i monti Bue e Maggiorasca

La seggiovia da Rocca d’Aveto

Mai stata in Val d’Aveto, dice Luciana.

Ok, rimediamo subito con la più classica delle gite. Da Prato della Cipolla al Monte Maggiorasca.

Prendiamo la seggiovia a Rocca d’Aveto sopra Santo Stefano. In pochi minuti ci sbarca su un pianoro da cui parte il segmento di seggiovia per il Monte Bue, ora chiuso.

Salita al Monte Maggiorasca

C’incamminiamo subito sulla pista da sci che sale a destra (a sinistra si arriva diretti al Prato della Cipolla). Ripida, ma piatta e larga, ci porta in venti minuti all’ampia sella che collega Bue e Maggiorasca.

Salita noiosetta, ma a dare un’occhiata alle nostre spalle ci rinfranchiamo subito. Che vista sulla valle e Santo Stefano! Sotto di noi, al di là della seggiovia del Bue, individuiamo il rifugio Prato della Cipolla col suo appezzamento verdissimo sormontato dal Dente roccioso. Bel quadretto!

Dalla sella procediamo a destra attraversando in pochi minuti un boschetto di faggi, sempre in salita.

Le cime del Monte Maggiorasca

Terminati gli alberi, il percorso si fa dolce, piatto. Una striscia lastricata sulla calotta erbosa sembra finire nel nulla.

In realtà, tra poco si aprirà un panorama vastissimo. Tralasciamo a sinistra il gruppo di ripetitori che contraddistingue la cima più alta del Maggiorasca, e procediamo verso Nostra Signora di Guadalupe appena più in basso.

Curiosità: la statua della Madonna, matrona della Valle Avetana dal 1915, fu posta in loco nel 1947 dai cittadini di Santo Stefano insieme ai loro emigrati nelle Americhe. Per questo è chiamata “di Guadalupe”.

Che bell’arietta di montagna! commenta Angelo mentre si tira su il cappuccio. Beh, siamo a 1.800 metri, sulla montagna più alta dell’Appennino ligure!

Il Monte Bue

Torniamo sui nostri passi. Alla sella stavolta procediamo dritti salendo in dieci minuti sul Monte Bue. La cima (molto panoramica) è però tristissima, con impianti fermi, rifugio chiuso e baracca fatiscente.

Ma, oltre, ci aspetta una splendida discesa nei prati fioriti del crinale (i cartelli parlano di ginestre pelose!). Sul ciglio a sinistra giace isolata una panchina panoramica.

Prato della Cipolla

Continuiamo a scendere sui prati delimitati dai faggi. Passiamo così sotto il Dente della Cipolla che spunta dal verde in tutto il suo fascino roccioso.

Al termine della discesa, sbuchiamo a sinistra del rifugio davanti a un pratone allegro, colorato, popolato di famigliole, scout e giochi per bambini: il Prato della Cipolla.

Curiosità: il Prato della Cipolla è una conca di origine glaciale. Ne è prova lo sbarramento morenico sul lato sud.

Zona umida e radura

Dopo pranzo, diamo un’occhiata alla zona umida che raggiungiamo in pochi minuti prendendo il sentiero a destra del rifugio. Ci ricorda Prato Mollo in versione mignon!

Curiosità: la zona umida è alimentata sia da sorgenti e affioramenti idrici sia dall’apporto di pioggia e neve di Bue e Maggiorasca. È in atto un progressivo interramento.

Arrivati al crocevia, con cartello dedicato agli anelli del parco, prendiamo a sinistra il sentiero nella faggeta (a destra si va al Groppo Rosso).

Poco dopo, penetriamo in una piccola radura “da sooogno”. Più intima del Prato della Cipolla e con un nuovo punto di vista sul Dente…

Ritorno a piedi a Rocca d’Aveto

Oltre, è tutta discesa (con qualche sassetto, commenta una ragazza sul percorso). Si alternano l’antica mulattiera di pietra, la faggeta e qualche tratto rupestre.

L’incontro con una coppia di mbikers che procedono in salita con le bici sulle spalle (ma lo sanno che la seggiovia porta su anche le bici?) ci fa sentire leggeri, come le farfalle che svolazzano ovunque.

Dopo una mezzora, sostiamo a una fontana dall’acqua freschissima e poi giù fino a recuperare l’auto a Rocca. Ora non ci resta che tornare alla calda e umida riviera, dopo un milione di curve…

Bella la Val d’Aveto! whatsappa Luciana tranquilla, mentre noi rischiamo la nausea a ogni tornante…

…..

Salita ripida ma piatta; scarpe da trekking leggero

Vai all’inizio passeggiata (Google maps) – seggiovia

Coordinate: 44.5518467,9.4727595

Webcam

Cartina

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Dove abbiamo pranzato

Rifugio Prato della Cipolla
Santo Stefano d’Aveto

Coppa di maiale arrosto per 2
Salsiccia alla piastra
Coniglio alla ligure
Pomodori e cipolla per 2
Patatine fritte per 2
Torta della nonna con crema e pinoli
Torta alle nocciole
Totale: 60 euro

Tutto buono. Self service. Rifugio spartano con veranda sul prato. Personale simpatico e gentilissimo.


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