La strada da Finalborgo a Sant’Antonino è un bel percorso panoramico e vario: chiese, castelli, roccaforti e tanta natura.

Finalborgo - chiesa dei 5 campanili a Perti

La chiesa dei 5 campanili con vista su Finalborgo

Da Finalborgo a Castel San Giovanni

Dalla Piazza del Tribunale di Finalborgo risaliamo per Strada Beretta, con fondo in mattoni e ciottoli.

Curiosità: la strada si chiama Beretta dal nome del brillante ingegnere che, su richiesta del re di Spagna, la progettò per collegare il mare di Finale con Milano e Madrid. Ma è detta anche “della Regina” perché costruita nel 1666 in occasione del passaggio dell’Infanta Margherita di Spagna che andava in sposa a Leopoldo d’Austria.

Raggiungiamo così Castel San Giovanni (costruito nel ‘600 dagli Spagnoli, poi abbandonato e infine utilizzato come penitenziario femminile) e proseguiamo in leggera salita su uno sterrato abbellito da piante aromatiche: cisto e lentisco, mirto e ginepro. Non mancano ginestre e corbezzoli.

Perti e la Chiesa dei 5 campanili

Lasciando a sinistra le rovine di Castel Govone (o Gavone secondo una dicitura più tarda), un tempo roccaforte ed elegante dimora dei marchesi Del Carretto, raggiungiamo la frazione di Perti alto (scopriremo più avanti che la chiesa di Perti è tutta costituita di blocchi di pietra sottratti a Castel Govone!).

Ci attardiamo qualche minuto a chiacchierare coi free climbers che sui muretti al sole radunano le attrezzature per l’arrampicata, e poi procediamo su asfalto in lieve discesa.

Ed ecco comparire tra gli ulivi la raffinata Chiesa dei 5 campanili: un angolo di Rinascimento! Colpisce la geometria precisa dell’alternanza laterizio e intonaco bianco, dove spiccano armoniosi gli oculi. E la “naturalezza” con cui s’inserisce nell’ambiente circostante. Vale da sola la gita!

Proseguendo, scopriamo uno spiazzo con panchina di pietra da cui si gode da vicino la chiesa: foto a raffica e poi riprendiamo il percorso.

Superata un’antica cappelletta circondata da pini, a circa tre quarti d’ora dalla partenza, raggiungiamo la contrada Valle, un minuscolo borgo di case rosse e ocra, che sembra vivere fuori dal tempo. Oltre, ci aspetta una ripida ascesa nella lecceta della Valle di Montesordo.

La salita a Sant’Antonino

Ci addentriamo sempre di più nel bosco su un bel sentiero a tornanti tra pietre bianche; incontriamo una simpatica coppia “a caccia” di grotte, che da queste parti non mancano: grotta del mulo, della matta, dell’edera…

Raggiunta una selletta, al trivio giriamo a destra seguendo l’indicazione “deviazione S. Antonino” e arriviamo in pochi minuti alle rovine del Castrum Perticae. Una fortificazione citata per la prima volta nel diploma del 1162 con cui Federico Barbarossa investiva Enrico I Del Carretto del Marchesato del Finale.

Attraversiamo il castrum, e poco sopra appare la bianca chiesetta protoromanica di Sant’Antonino. Un po’ trascurata all’interno, conserva però ancora intatta una cripta molto suggestiva, con altare in muratura. Nella cripta è visibile la stretta imboccatura di una grotta sottostante… ma chi ha il coraggio di calarsi?

Meglio riposarsi a pochi passi dalla cappella, nei bei punti panoramici a sud, tra gli alberi, da cui si ammirano Perti, Castel Govone e il Finalese, e a nord con vista sulle falesie, con tanto di temerari arrampicatori.

Castel Govone

Rientrati a Perti Alta per il pranzo, terminiamo in bellezza con l’interessante visita guidata a Castel Govone.

Riusciamo così ad ammirare da vicino la bella torre diamantata, con un profilo “a becco di sprone”, unico in Italia!

Curiosità: la torre bisogna immaginarsela come era nel Rinascimento: dipinta di colore ocra, in pratica tutta dorata, con uno specchio d’acqua alla base. Protetta da due torrioni, un fossato con due ponti levatoi e le spesse mura alte 9 metri. Veramente d’effetto!

La guida riesce ad animare anche il resto del castello (quanto rimasto dalla distruzione dei Genovesi nel 1715): il cortile interno con porticato colonnato, il piano nobile con la sala bianca degli arazzi, le carceri del sottotetto, il salone di rappresentanza poi trasformato in terrapieno e magazzino, la piazza d’armi… Bellissime le cisterne, rimaste pressoché intatte.

Alla fine della visita siamo un po’ stanchi… ma non abbastanza da saltare un giretto per la graziosa Finalborgo e una capatina alla labirintica libreria di piazza San Biagio!

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate GPS: 44.1765354,8.3267538

Segnavia: 2 pallini rossi fino a Contrada Valle; poi 3 pallini rossi

Vai alla mappa

Pro
Tornati qui a distanza di un anno abbiamo trovato il percorso molto migliorato.

Contro
Ancora qualche trascuratezza all’interno della Chiesetta di S. Antonino

Dove abbiamo pranzato

Antica Osteria
Perti Alto

Febbraio 2018:
Brandacujun per 3
Bagnun di acciughe per 2
Tagliolini verdi con ricciola nostrana
Bottiglia di Lumassina
Tiramisù
Sorbetto al mandarino, 1 sorbetto al limone e salvia
3 caffè
Totale: 81,50 Euro

Tutto buono. Locale molto semplice e informale. Titolare sorridente.

Marzo 2019:
Brandacujun per 2
Sardine panate al forno per 2
Insalate miste per 2
1 quarto vino bianco
2 caffè
Totale: 50 Euro

NOTA

Castel Govone è visitabile il 14 e 28 aprile 2019, h15.

 

Suggestioni


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