Monte Gifarco: una bella faggeta e una cima isolata e aerea dalla spiccata personalità. Più il mito di Re Artù alla rovescia…

Al passo del Gifarco con vista sulla cupola rocciosa del monte

Partenza dal Passo di Fregarolo

Posteggiamo al Passo di Fregarolo.

Appena scesi dall’auto, si materializza un tipo per controllare il tesserino della raccolta funghi. Gli spiego che non distinguiamo un porcino da un’amanita falloide (oggi manca Angelo). Si rilassa, e anzi ci indica il sentiero per il Monte Gifarco.

È un sentierino che sale nel bosco all’interno della curva del passo (cartello con indicazione Ottone).

Lo prendiamo, oltrepassiamo una cappelletta e seguiamo l’ampio sentiero nella faggeta, contraddistinto da un pallino giallo pieno. Incontriamo qualche cercatore di funghi e un milione di cartelli di divieto.

Saliamo, scavalchiamo una cimetta e arriviamo allo spartiacque tra Aveto e Trebbia, un altro tratto in salita e dopo mezzora dalla partenza, uscendo per un attimo dal bosco, avvistiamo in alto una cima rocciosa.

Credo sia già il Gifarco e la guardo un po’ delusa…

Il Monte Castello del Fante

In realtà è il Monte Castello del fante. Il nome deriva dalle prominenze rocciose che danno alla montagna l’aspetto di un castello con torri e merli.

Proseguendo nel bosco, sentiamo il tintinnio di campanacci. Non si tratta di mucche ma di cavalli! Uno, nero nero, si piazza in mezzo al sentiero e affronta Riccardo con piglio da generale. Un bel caratterino!

Li ritroveremo più tardi, a pascolare davanti alla trattoria del valico (buongustai)!

Il Monte Gifarco

Dopo un quarto d’ora dal Monte Castello, ecco spuntare la vera vetta del Monte Gifarco! Un bellissimo cupolotto di roccia!

Poco dopo arriviamo al Passo del Gifarco (1267). Seguiamo il sentiero (sempre pallino giallo pieno) che piega verso destra, aggirando la parete rocciosa del monte sul versante dell’Aveto (di qua la cima è più aspra).

Oltrepassata la quale, incontriamo a sinistra la deviazione (tre pallini gialli) che conduce alla vetta.

Salita alla vetta del Monte Gifarco

La salita (dieci minuti) è decisa ma semplice, tra faggi e grossi massi. Fino al punto in cui il sentiero sbatte contro la parete Nord.

Guardiamo meglio: non c’è dubbio, si deve proseguire lungo uno stretto canalino roccioso! Ci infiliamo e avanziamo arrampicandoci per qualche minuto.

Nell’ultimo saltino prima della cima, incontriamo una ragazza che scende calandosi tranquilla tra le rocce. Ne vale la pena! ci dice al volo.

In effetti, giunti alla sommità, la vista è a 360 gradi: sulla Val Trebbia (Antola, Alfeo, Carmo) e sulla Val d’Aveto (Groppo Rosso, Bue, Maggiorasca, Aiona).

La spada nella roccia

Ma quasi non mi guardo intorno, la spada conficcata nella roccia catalizza la mia attenzione.

Impegnata come sono a fotografare quella spada per nulla fotogenica, non leggo nemmeno la targhetta incastonata ai piedi.

Fortuna che Riccardo la immortala:

Attraverso questa croce che il santo cavaliere Galgano fece di sua spada possano l’amore e la pace del Cristo diffondersi sulla Terra.

Dunque una dedica a San Galgano, con una replica della spada che il santo conficcò sul colle di Montesiepi (Siena), allo scopo di trasformare l’arma in una croce.

Curiosità: di San Galgano, si sa che morì nel 1181 e che, convertitosi dopo una giovinezza dissoluta, visse da eremita e penitente. Il momento culminante della conversione avvenne il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, infisse nel terreno la sua spada a mo’ di croce.

Beh, forse è solo un’abile mossa di marketing turistico, ma un messaggio di amore e di pace lo si apprezza comunque!

Curiosità: c’è anche un bauletto sulla cima. Lo apro e trovo una letterina. Racconta la storia di un libro di vetta vandalizzato (il messaggio di amore e pace non ha funzionato?). Poi però sostituito con uno nuovo. Dal papà di tre figli che ritorna ogni estate sulla vetta…

….

Passeggiata non difficoltosa a parte la salitina finale con arrampicata, scarpe da trekking

Vai all’inizio passeggiata (google maps)

Coordinate: 44.5175058,9.3192921

Cartina

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Le suggestioni di ocofiz

Che fascino la passeggiata al Gifarco nei colori dell’autunno:

 

 


2 commenti

Anna · 19 Settembre 2020 alle 6:01

un saluto dalla ragazza !🙂

    renata · 19 Settembre 2020 alle 6:04

    Ciao Anna!

    grazie! e avevi ragione: ne valeva la pena!

    Avvertimi quando esplori qualche altro canalino roccioso 🙂

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