È uno spettacolo unico la scalinata di Monesteroli a Tramonti.
Un percorso ripidissimo su un costone affilato che strapiomba in mare tra rocce e fiori. Da lasciare senza fiato (in tutti i sensi)…

Scalinata di Monesteroli

Sulla scalinata sopra i tetti di Monesteroli

Partenza da Campiglia

Quando propongo come meta la scalinata di Monesteròli da più di 1.000 scalini, Angelo sente un’improvvisa esigenza di fare lo shopping settimanale e Luciana ha un invito irrinunciabile a un pic-nic fave e salame. Così rimaniamo in due, e per di più con un tempo incerto.

Ma non ci pentiremo!

Saliamo (in auto) fino a Campiglia ammirando la vista sul golfo di La Spezia. C’è contrasto tra il paesaggio urbano del porto e l’atmosfera rilassata che si respira qui, in paese.

Dalla piazza della chiesa prendiamo il sentiero 535 che s’incunea tra una casa rossa e un muretto. Siamo proiettati con la mente alla scalinata, ma anche il 535 si rivela ben presto un bel sentiero nella macchia vista mare.

Dopo un quarto d’ora, superato il bivio per Schiaretta, entriamo nel bosco. Una decina di minuti per attraversare una valletta e, dopo un piccolo tratto di asfaltata, prendiamo la scala che sale nel verde. Poco dopo, appare la fontana di Nozzano, completamente isolata nel bosco.

La fontana di Nozzano

Se penso che un tempo le donne di Campiglia venivano fin qui per fare il bucato!

Curiosità: la fontana di Nozzano è stata costruita nel 1805 dai soldati di Napoleone accampati tra i castagni di Nozzano per controllare la costa.

Al bivio in prossimità della fontana, prendiamo il sentierino a sinistra e, pochi minuti dopo, superata una casa con vigna, scendiamo la piccola scaletta di pietra sulla sinistra. Ma la scalinata di Monesteroli sarà stretta così? si domanda Riccardo, perplesso.

Arrivati al bivio, prendiamo a sinistra la 536 seguendo un paio di ragazzi palestrati che poi ci doppieranno senza fatica. Continuiamo in discesa. Al bivio seguente, il sentiero per Monesteroli si separa da quello per Fossola, altro paesino arroccato distante 40 minuti.

La scalinata di Monesteroli

Ora comincia la scalinata di Monesteroli.

Curiosità: non è una visione… c’è proprio una Vespa tra le frasche: il motore veniva utilizzato un tempo per attivare la teleferica.

Scendiamo in tranquillità. Ma ecco che gli scalini bassi e distanziati diventano ad un tratto alti e ripidi. Intravvediamo i tetti rossi di Monesteroli aggrappati laggiù sul mare e piccolissimi…

La sensazione è incredibile: a volte sembra che la scalinata finisca nel vuoto e si tuffi direttamente nel blu. Il panorama è mozzafiato: a sinistra lo scoglio Ferale emerge a mo’ di pinna di squalo, mentre in fondo si stagliano Palmaria e Tino. A destra galleggia Punta Merlino, primo di una sequenza di promontori (Punta Pineda, Capo Montenero, Punta Mesco).

Dopo una mezzora di discesa, ecco Monesteroli, un gruppetto di case di pietra e legno, piccoli orti e vigne, sospesi in un silenzio assoluto… Pietra e fiori si avvicendano con qualche stonata (suppongo necessaria) tubatura.

Proseguiamo oltre le case, fino ad arrivare in vista della spiaggia e dello scoglio Montonaio (o Montonao). Scendere fin giù? Ci piacerebbe, ma siamo un po’ preoccupati per il ritorno in salita. Per cui facciamo letteralmente dietro front.

Ritorno in salita

Beh, la scalinata di Monesteroli vista dal basso è un muro di pietra, ma almeno non devi guardare costantemente dove metti i piedi!

A metà scalinata c’imbattiamo in una “prova d’amore”! Incontriamo Mario, un simpatico ragazzo bloccato lì dalle vertigini: ha accompagnato la fidanzata da Ventimiglia e non può neanche godersi la scalinata! Fermo presso una targa in marmo, ci fa notare con ironia che il defunto si chiama proprio come lui!

Torniamo per lo stesso sentiero. Stavolta la fontana di Nozzano è deserta, a parte il cane Huber che osserva con interesse i tritoni.

Rientrati a Campiglia, chiedo al bar in piazza (dove subito ci avventiamo sulle focaccine farcite) dove porta la scalinata che scende a sinistra dell’imbocco del sentiero 535. Mi rispondono che sono 2.000 scalini che portano a Punta Persico, una bellissima spiaggia di ciottoli.
Mezz’ora di discesa, dice serena la gestrice del bar. Sí, e 4 ore di risalita! commenta un cliente.

Beh, magari un’altra volta…

…..

Passeggiata impegnativa; 1.000 scalini; scarpe da trekking leggero

Vai all’inizio passeggiata (Google maps)

Coordinate GPS: 44.0741561,9.7954926

Segnavia: strisce bianca e rossa

Vai alla mappa

Dove abbiamo pranzato

Bar En goto au so’
Piazza della Chiesa
Campiglia SP

Focacce e torte fatte in casa buone. Sfizioso il tagliere con focaccette di vario tipo (verdure, curcuma, cipolla, formaggio…)

Suggestioni


2 commenti

Andrea bozzo · 2 Maggio 2019 alle 7:58

Tipo per arrivare a Punta Chiappa

    renata · 2 Maggio 2019 alle 8:39

    Ciao! qualcuno in più se vuoi scendere fino alla spiaggia. Inoltre i gradini in certi tratti sono più alti. Però te la consiglio vivamente!

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